Le ammoniti (sottoclasse Ammonoidea) sono un gruppo di Molluschi cefalopodi estinti, comparsi nel Devoniano Inferiore (circa 400 milioni di anni fa) ed estintisi intorno al limite Cretaceo Superiore-Paleocene (65,5 ± 0,3 Ma) senza lasciare discendenti noti.
Si tratta di animali di ambiente marino, caratterizzati da una conchiglia esterna composta prevalentemente di carbonato di calcio, sotto forma di aragonite, e in parte di una sostanza organica di natura proteica (conchiolina)[1]. La conchiglia era suddivisa internamente da setti in diverse camere, di cui il mollusco occupava solo l’ultima (camera d’abitazione). Le altre, che componevano il fragmocono (parte concamerata della conchiglia), erano utilizzate come “camere d’aria” (analogamente all’attuale Nautilus), riempite di gas e liquido camerale per controllare il galleggiamento dell’organismo. La pressione dei fluidi camerali era controllata da una sottile struttura organica tubolare riccamente vascolarizzata, in parte mineralizzata (il sifone), che attraversava tutti i setti e permetteva lo scambio di fluidi dal sangue e dai tessuti molli dell’animale alle camere tramite un processo di osmosi. L’ammonite poteva così variare la propria profondità (entro i limiti di resistenza meccanica della conchiglia) in maniera simile ai nautiloidi tuttora viventi. Verosimilmente le ammoniti, come tutti i cefalopodi conosciuti, erano organismi carnivori, e secondo gli studi disponibili svilupparono probabilmente un grande numero di adattamenti diversi, dalla predazione attiva di animali marini, alla microfagia (predazione di microorganismi), alla necrofagia (consumo di carne di organismi morti), e persino al cannibalismo (predazione di altre ammoniti, anche conspecifiche).
La conchiglia delle ammoniti ha in generale la forma di una spirale avvolta su un piano (sebbene alcune specie, dette eteromorfe, abbiano un avvolgimento più complesso e tridimensionale) ed è proprio questa caratteristica ad aver determinato il loro nome. L’aspetto di questi animali, infatti, ricorda vagamente quello di un corno arrotolato, come quello di un montone (il dio egizio Amon era comunemente raffigurato come un uomo con corna di montone). Il celebre studioso romano Plinio il Vecchio (autore del trattato Naturalis Historia) definì i fossili di questi animali ammonis cornua, “corni di Ammone”. Spesso il nome delle specie di Ammoniti termina in ceras, vocabolo greco (κέρας) il cui significato è, appunto, “corno” (p.es. Pleuroceras che etimologicamente significa corno con le coste). Le ammoniti sono considerate i fossili per eccellenza, tanto da essere spesso utilizzati come simbolo grafico della paleontologia.
Per la loro straordinaria diffusione nei sedimenti marini di tutto il mondo e la loro rapida evoluzione, con variazioni nette nella morfologia e nell’ornamentazione della conchiglia, le ammoniti sono fossili guida di eccezionale valore. Sono utilizzati in stratigrafia per la datazione delle rocce sedimentarie, soprattutto dal Paleozoico Superiore a tutto il Mesozoico.
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Ammonite Martanites prorsiradiatus (monti Martani)
AMMONITI : ANATOMIA E CARATTERISTICHE
Le parti anatomiche degli Ammoniti sono: la Protoconca, il Fragmocono, Camera d’Abitazione e Peristoma.
Disegno prof. Federico Venturi
Importanti segni distintivi oltre che parti anatomiche sono la Sezione e l’Area Ventrale in cui si distinguono la Carena e i Solchi Sifonali.
La conchiglia degli Ammoniti ha forma planospiralata (una spirale avvolta), sebbene alcune specie, dette eteromorfe, presentano un avvolgimento più complesso.
La differenza tra queste forme è conseguente al diverso habitat e alle diverse attitudini natatorie.
Veduta Laterale:
1) il Fragmocono, la parte interna del guscio, è concamerata, ossia formata da diversi setti all’interno dei quali, tramite i solchi sifonali, l’animale poteva immettere liquido o aria variando il proprio peso per controllare il movimento verticale e l’equilibrio.
2) la Protoconca è la parte più interna del fragmocono e corrisponde con il centro dell’ammonite.
3) la Camera d’ Abitazione è la parte cava del guscio ed era lo spazio occupato dal corpo del mollusco. Quando conservata, è ben riconoscibile perché è priva delle linee di sutura.
4) il Peristoma, è la parte anatomica che si conserva più difficilmente, la sua funzione probabilmente era quella di proteggere gli occhi ed il capo del mollusco.
Veduta Frontale:
1) la Sezione è la forma del bordo esterno. Immaginando di tagliare l’ammonite perpendicolarmente al piano di avvolgimento si ottengono diverse morfologie di sezione, distinte in: quadrata, rettangolare alta; rettangolare larga, trapezoidale; triangolare, ovale alta, ovale larga, ogivale, rotonda e cadicona.
2) l’Area Ventrale è la larghezza della sezione; la forma della sezione differisce di molto tra le varie specie ed è quindi un elemento fondamentale per la identificazione della specie. Nell’ Area Ventrale distinguono la Carena e i Solchi Sifonali. Questi caratteri sono importanti per comprendere le condizioni di vita di questi molluschi, le loro capacità natatorie e di movimento.

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