Val d’Orbia (meglio dire, in base alla letteratura val d’Urbia o Valdorbia) è una località classica della paleontologia del Giurassico, conosciuta fin dall’800 (Zittel, Bonarelli). La vallata del fiume Sentino in cui affiora la successione calcarea di origine marina è stata oggetto di un capitolo nella Guida Geologica Regionale a cura della Società Geologica Italiana (Appennino umbro-marchigiano del 1994).
La successione è, probabilmente la migliore dell’Appennino umbro-marchigiano per la conservazione degli strati , per l’assetto suborizzontale e per l’abbondanza di fossili guida (ammoniti) e livelli fossiliferi.
Sono ben documentati i piani: Pliensbachiano inferiore (Domeriano), Toarciano e Aaleniano.

Per una buona rappresentazione grafica della sequenza vedere anche il libro :
F.Venturi: “Ammoniti, un viaggio geologico delle montagne appenniniche” (2010).

Si tratta di uno dei più importanti siti fossiliferi italiani, per la presenza di livelli particolarmente ricchi di Ammoniti della Formazione del Rosso Ammonitico. Questa Formazione risulta molto tipica sia per la colorazione sia per l’abbondanza di importanti fossili; è costituita da livelli alternati di marne (tenere) e calcari (compatti), con tipica erosione differenziale; l’età è del Lias superiore (Toarciano) ossia circa 170 milioni di anni fa.

Il sito, ubicato lungo la statale che segue il corso sinuoso del fiume Sentino verso Scheggia, è stato studiato sotto ogni profilo (stratigrafico, sedimentologico, geochimico-mineralogico) da oltre un secolo.

Il sito presenta una eccezionale fruibilità, con affioramenti suborizzontali lungo il corso del fiume, e quindi possiede un’altra caratteristica: da oltre un secolo è stato sistematicamente scavato da migliaia di cercatori di fossili, studenti di Scienze Geologiche e collezionisti, data anche la citata facilità di accesso, essendo ubicato ai lati della strada statale.

La ricerca e lo scavo hanno interessato i soli livelli marnosi, nettamente più ricchi di fossili, creando un lungo vuoto e quindi un pericoloso tetto formato dal livello carbonatico soprastante, duro e compatto: in pratica si è formato un geomorfosito di tipo antropico a grave rischio di crollo.

Da alcuni anni la parte del sito ubicata sulla strada è protetta da una rete metallica, con cartello di divieto di scavo: purtroppo lo scavare di martelli e piccozze continua lungo la parte nascosta dalla vegetazione del fiume, al di là del corso d’acqua.

La serie stratigrafica di Valdorbia rappresenta un esempio di come i geologi possono arrivare alla datazione relativa delle rocce grazie ai fossili-guida, ossia a quelle specie che, dopo attenti e prolungati studi, vengono riconosciute tipiche solamente di quel piano stratigrafico.

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