GEOMORFOLOGIA DEL MONTE SUBASIO
Il Monte Subasio si presenta con la forma di una D maiuscola o mezzaluna, isolato rispetto al resto degli Appennini e disposto con la gobba a Est, l’asse più lungo in direzione nord – sud.
È delimitato a Ovest dalla pianura della Valle Umbra, a nord dal fiume Tescio, dal fosso Marchetto e dal torrente Anna a Est, infine dal torrente Chiona a Sud.
La mezzaluna ha un perimetro di 26 km e una superficie di circa 64 kmq, costituita per quasi l’80% da pietre calcaree permeabili. La roccia di gran lunga più diffusa è la scaglia bianca, rosata e rossa, meglio conosciuta come la Pietra Assisi, con cui sono costruite la maggior parte delle abitazioni e monumenti d’epoca ad Assisi e Spello.

Il primo innalzamento avvenne nel Miocene (7 ma), in cui emerge la sola parte sommitale, che per la maggiore esposizione agli agenti atmosferici, risulta essere più addolcita, successivamente una seconda spinta più poderosa, fece sollevare gli attuali fianchi. Nel Pliocene (5 ma) numerosi sprofondamenti, i quali andarono a formare la Valle Umbra, furono artefici di altrettanti smottamenti sul lato occidentale dando al monte l’attuale forma asimmetrica.
Gli sprofondamenti sul lato occidentale ( strati a reggipoggio), hanno esposto agli agenti atmosferici gli strati più antichi, frantumandoli e creando accumuli di renaro alle quote più basse. Nelle quote più alte sono diffusi numerosi fenomeni carsici, come inghittitoi e doline anche di enormi dimensioni. L’erosione dell’acqua è meglio visibile sull’arco orientale (strati a franapoggio), dove i profondi solchi scavati i fossi danno al massiccio la forma delle nocche di una mano piantata in terra.
Sempre sul lato orientale, in basso sul fosso Marchetto, lo scavare delle acque ha dato vita a forre e gole. Sul lato occidentale sono ben visibili solo il fosso delle Carceri e il fosso Renaro. Nel complesso, la presenza delle rocce idrovore non ha permesso una eccessiva modellazione. Questo nonostante che, nei periodi di minore intensità boschiva, le precipitazioni abbondanti, abbiano indotto frequenti e gravi fenomeni alluvionali.
Per la tipologia di rocce, il tipo di conformazione scoscesa e soprattutto per l’azione eolica e umana, non si sono verificate le condizioni per la presenza di un suolo profondo e fertile. Solo il rimboschimento ha permesso la ricostituzione parziale del suolo. Neanche a quote più basse, dove i detriti sono più abbondanti, non si rileva una buona fertilità. Questo è dovuto probabilmente allo sfruttamento intensivo dell’agricoltura dalla fine del secondo millennio avanti Cristo, fino alla fine del secondo millennio della presente era.
GEOLOGIA DEL MONTE SUBASIO
Il Monte Subasio è rappresentato da una struttura geologica di particolare interesse per la sua posizione isolata rispetto all’area circostante; le sue caratteristiche tettoniche sono un condensato di temi geologici tipici dei rilievi umbro-marchigiani di cui, peraltro, fa parte.

Carta Geologica Monte Subasio 1:50.000 Autori: B. LOTTI, L. FIORENTIN
Il rilievo è costituito da una piega anticlinalica “a scatola” (brachianticlinale) delineata, in sezione, da una cresta piatta e da fianchi ripidi. In particolare, il fianco occidentale si presenta articolato da un sistema di faglie longitudinali dirette, mentre il fianco orientale è caratterizzato dalla tipica forma a ginocchio risultante dalla marcata vergenza in direzione E-NE della struttura principale.
L’asse della piega è orientato in direzione grosso modo NW-SE per tutto il tratto settentrionale e centrale del rilievo, mentre assume un andamento secondo la direttrice N-S nel tratto meridionale, a Sud della cima de La Sermolla.
La struttura sin qui descritta è costituita dalle rocce calcaree della successione umbro-marchigiana a partire dal Calcare Massiccio, termine più antico, che costituisce il nucleo della piega, fino alle unità pelagiche più recenti che accompagnano e accomodano le nette dislocazioni del primo. Ad essa si contrappone l’area immediatamente circostante costituita per gran parte dall’unità litostratigrafica della Marnoso Arenacea, affiorante nel settore settentrionale, lungo tutto il fianco orientale e sporadicamente lungo il fianco occidentale, con pieghe di ordine secondario.

BOLLETTINO DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA, 1965, Vol. LXXXIV, fasc. 3,Tit. Art:”LA GEOLOGIA DEL GRUPPO DI M.SUBASIO”, pp. 71-142. P.Fazzini
L’assetto strutturale del Monte Subasio è, inoltre, fortemente influenzato dalla presenza di faglie , ovvero fratture entro le masse rocciose lungo le quali avvengono spostamenti relativi di due parti opposte. Le faglie inverse, che determinano un raccorciamento delle masse rocciose, si rinvengono nel versante settentrionale ed orientale del Monte Subasio.
Lo stile tettonico dominante dell’Appennino Umbro – Marchigiano è dato da una serie di pieghe anticlinaliche quasi sempre rovesciate e spesso sovrascorse ad oriente, mentre sono interessate nel fianco occidentale, per la maggioranza dei casi da faglie dirette.
Una situazione del tutto opposta, si verifica invece al M.Subasio costituito da una brachianticlinale con assetto NW-SE, troncata ad occidente da un’insieme di faglie longitudinali che hanno messo allo scoperto i terreni più antichi, assenti invece sul fianco orientale. La particolarità strutturale deriva dall’esistenza, sul fianco occidentale, di faglie inverse accanto a faglie dirette e di locali motivi di rovesciamento degli strati verso occidente.
Nei piccoli affioramenti sparsi nella zona detritica a Sud del Fosso Renaro, la scaglia cretacìco-eocenica e gli « scisti a fucoidi », con strati che immergono a monte, sono separati dal « calcare rupestre » di Poggio Calvarone da una faglia con piano verticale.
Piccole dislocazioni di tipo inverso si rinvengono numerose nella « maiolica » e negli « scisti ad aptici » del versante occidentale di M. Civitelle e del M. Subasio propriamente detto. Esse accompagnano una evidente faglia inversa (localizzata sulla parte bassa del versante) che porta il « calcare rupestre », con strati verticali o rovesciati, a ricoprire direttamente la « scaglia rossa ». Il fenomeno è chiaramente visibile a q. 700 circa della carreggiabile che corre lungo il suddetto versante (un forte raddrizzamento e, addirittura, un rovesciamento si osservano nella «maiolica » e negli «scisti ad aptici » in località S. Onofrio ad occidente della Abbazia di S. Benedetto).
Contatti tettonici per faglia inversa si rinvengono ancora più a valle, sempre sulle pendici occidentali, dove sono interessati anche i terreni terziari dei quali, in mezzo al detritico, il principale per ampiezza di affioramento è la formazione « marnoso-arenacea ». Due di questi motivi si notano 500 metri a settentrione di Fonte Malvarina ed all’attuale « camping » di Assisi, poco sopra la strada che porta al Santuario delle Carceri.
AI Fosso Renaro, come pure al Fosso delle Carceri, in una zona interessata da numerosi fenomeni disgiuntivi non chiaramente interpretabili, affiora il terreno più antico e cioè il « calcare massiccio ». Un poco più a meridione, sui rilievi di M. Pietrolungo, di Poggio Calvarone e di M. Caselle, Ì fenomeni tettonici sono più chiaramente evidenti. In dette località si possono facilmente individuare due sistemi di faglie (uno diretto NNW-SSE e l’altro ortogonale al primo) interessanti i depositi del « calcare rupestre », degli « scisti a fucoidi » e della « scaglia rossa ».
Più regolare è la successione dei terreni sul versante orientale del gruppo montuoso del Subasio dove affiorano i sedimenti più recenti della « scaglia rossa », della « scaglia cinerea » e della formazione « marnoso-arenacea e del biscìaro ». Gli strati di detti terreni immergono regolarmente verso Est oppure verso NE in successione normale. Solamente lungo il bordo di NE, nei pressi della già citata Costa di Trex si notano locali, a volte disordinati, motivi di rovesciamento verso oriente degli strati della « scaglia cinerea » sul « bisciaro » della « marnoso-arenacea », nonché un raddrizzamento, o meglio un ribaltamento degli strati della parte alta della « scaglia rossa ». Questi motivi però si annullano gradualmente procedendo da Costa di Trex verso SE; infatti man mano che ci si allontana dalla predetta località gli strati da contorti e ribaltati passano lentamente alla loro giacitura regolare.
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