{"id":12592,"date":"2018-02-03T22:54:18","date_gmt":"2018-02-03T21:54:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/?p=12592"},"modified":"2018-02-03T22:54:18","modified_gmt":"2018-02-03T21:54:18","slug":"il-centro-igneo-di-colle-fabbri-di-spoleto-e-altri-affioramenti-vulcanici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/2018\/02\/03\/il-centro-igneo-di-colle-fabbri-di-spoleto-e-altri-affioramenti-vulcanici\/","title":{"rendered":"IL CENTRO IGNEO DI COLLE FABBRI DI SPOLETO E ALTRI AFFIORAMENTI VULCANICI"},"content":{"rendered":"<div class=\"contentpaneopen\">\n<div>\n<div class=\"cpanel\">\n<div class=\"buttonheadingicon\"><\/div>\n<div class=\"clr\">Per quasi un secolo si &egrave; considerato che in Umbria vi fosse un unico centro igneo, quello di San Venanzo.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contentpaneopen\">\n<p>Solo negli ultimi anni si &egrave; invece potuto appurare che questo centro &egrave; solo una delle varie manifestazioni ignee presenti in Umbria, relative ad una fase magmatica che si &egrave; avuta circa tra 500.000 e 200.000 anni or sono, manifestazioni che fanno parte del &ldquo;Distretto ultra-alcalino Umbro-Laziale&rdquo; e che trova la sua prosecuzione in alcuni affioramenti abruzzesi.<\/p>\n<p>Il magmatismo umbro ha nel suo complesso volumetrie ed estensioni sicuramente insignificanti se rapportate a quelle di altri distretti italiani, pur tuttavia la rarit&agrave; delle rocce che lo compongono lo rendono da un punto di vista scientifico di incomparabile importanza nel mondo intero.<\/p>\n<p>In particolare la nostra attenzione si appunta sul centro igneo di Colle Fabbri, presso Spoleto.<\/p>\n<p>In questa zona nel 1987 degli studi hanno consentito di individuare un affioramento vulcanico che pu&ograve; aspirare a diventare un monumento vulcanico di interesse nazionale ed internazionale.<\/p>\n<p>Detti studi, condotti dal Prof. Francesco Stoppa attualmente docente dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi &ldquo;G. D&rsquo;Annunzio di Chieti&rdquo;, indicano chiaramente l&rsquo;eccezionalit&agrave; degli affioramenti presenti a Colle Fabbri e la loro unicit&agrave; scientifica.<\/p>\n<p>Il sito si colloca lungo un percorso geologico regionale che passando attraverso le dorsali del Monte Peglia e dei Monti Martani, separate dalla depressione tettonica (graben) della Valle del Tevere, tocca i principali affioramenti vulcanici umbri.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il paesaggio geologico dell&rsquo;area di Colle Fabbri, possiamo rilevare che si presenta vivacemente scolpito e ancora in veloce evoluzione.<\/p>\n<p>Il centro igneo &egrave; un edificio vulcanico a forma di bastione.<\/p>\n<p>All&rsquo;interno vi &egrave; presente un corpo subvulcanico costituito di euremite.<\/p>\n<p>Il bastione &egrave; una struttura riferibile ad una esplosione freatica in cui, praticamente, il magma, caratterizzato da altissima temperatura, ha interagito con una falda acquifera.<\/p>\n<p>E&rsquo; interessante notare l&rsquo;azione del corpo subvulcanico intrusivo, caldissimo, sulle rocce circostanti che, per contatto, si sono &ldquo;cotte&rdquo;, assumendo una caratteristica colorazione rossastra.<\/p>\n<p>Intorno alla intrusione, la breccia si presenta vivacemente colorata per i minerali contenuti, tra l&rsquo;altro di notevole importanza mineralogica. In particolare ricordiamo la wollastonite e le zeoliti.<\/p>\n<p>La zona &egrave; geologicamente attiva e l&rsquo;insieme di tutte le caratteristiche presenti impartisce al paesaggio locale le caratteristiche di una zona di transizione tra un paesaggio pedemontano e quello di pianura.<\/p>\n<p>Le rocce vulcaniche presenti, vista la limitata estensione non determinano un&rsquo;impronta sostanziale al paesaggio, tranne che per la presenza di suoli rossi e molto localmente di morfologia a &ldquo;dorso di elefante&rdquo; dovuta alla minore erodibilit&agrave; delle rocce vulcaniche rispetto a quelle sedimentarie circostanti.<\/p>\n<p>Proseguendo nel nostro viaggio geologico-vulcanologico annotiamo che: tra Massa Martana ed Acquasparta la fascia pedemontana ad W dei M.ti Martani contiene estesi depositi piroclastici (vulcaniti) del Pleistocene medio.<\/p>\n<p>Questi formano un plateau che si allunga per una decina di chilometri e che poggia in parte su rocce mesozoiche al letto della <a href=\"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/Glossary\/faglia\/\" data-cmtooltip=\"La &lt;b&gt;faglia&lt;\/b&gt; &egrave; una &lt;a title=&quot;Frattura (geologia)&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frattura_(geologia)&quot;&gt;frattura&lt;\/a&gt; (planare o non planare) avvenuta entro un volume di &lt;a title=&quot;Roccia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roccia&quot;&gt;roccia&lt;\/a&gt; della &lt;a title=&quot;Crosta terrestre&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crosta_terrestre&quot;&gt;crosta terrestre&lt;\/a&gt; che mostra evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise. La superficie lungo cui si &egrave; verificata la frattura si chiama &lt;i&gt;superficie di faglia&lt;\/i&gt; oppure &lt;i&gt;piano di faglia&lt;\/i&gt;, o anche &lt;i&gt;specchio di faglia&lt;\/i&gt;. Le rocce in prossimit&agrave; di una faglia risultano spesso intensamente frantumate e si parla in questo caso di &lt;i&gt;&lt;a title=&quot;Rocce di faglia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rocce_di_faglia&quot;&gt;rocce di faglia&lt;\/a&gt;&lt;\/i&gt; quali le &lt;a title=&quot;Cataclasite&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cataclasite&quot;&gt;cataclasiti&lt;\/a&gt; o le &lt;a title=&quot;Milonite&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milonite&quot;&gt;miloniti&lt;\/a&gt;. L&#039;energia rilasciata dopo il movimento lungo il piano di faglia &egrave; la causa della maggior parte dei terremoti.\"  class=\"glossaryLink \">faglia<\/a> diretta che borda i Martani ad W ed in parte sui depositi del Pleistocene inferiore.<\/p>\n<p>Vi sono stati identificati anche tre principali centri eruttivi monogenici (Torre Lorenzetta, Colpetrazzo e Colle Pulcino), costituitisi dopo una prima fase di attivit&agrave; eruttiva di tipo fissurale.<\/p>\n<p>Si tratta peraltro di un&rsquo;area sismicamente attiva come dimostra il recente <a href=\"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/Glossary\/terremoto\/\" data-cmtooltip=\"In &lt;a title=&quot;Geofisica&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Geofisica&quot;&gt;geofisica&lt;\/a&gt; i &lt;b&gt;terremoti &lt;\/b&gt;(dal &lt;a title=&quot;Lingua latina&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_latina&quot;&gt;latino&lt;\/a&gt;: &lt;i&gt;terrae motus&lt;\/i&gt;, che vuol dire &quot;movimento della terra&quot;), detti anche &lt;b&gt;sismi&lt;\/b&gt; o &lt;b&gt;scosse telluriche&lt;\/b&gt; (dal latino &lt;a title=&quot;Tellus&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tellus&quot;&gt;Tellus&lt;\/a&gt;, dea romana della Terra), sono vibrazioni o assestamenti improvvisi della &lt;a title=&quot;Crosta terrestre&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crosta_terrestre&quot;&gt;crosta terrestre&lt;\/a&gt;, provocati dallo spostamento improvviso di una massa &lt;a title=&quot;Roccia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roccia&quot;&gt;rocciosa&lt;\/a&gt; nel sottosuolo.&lt;br \/&gt;Tale spostamento &egrave; generato dalle forze di natura &lt;a title=&quot;Tettonica delle placche&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche&quot;&gt;tettonica&lt;\/a&gt; che agiscono costantemente all&#039;interno della crosta terrestre provocando la liberazione di &lt;a title=&quot;Energia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Energia&quot;&gt;energia&lt;\/a&gt; in una zona interna della Terra detta &lt;a title=&quot;Ipocentro&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ipocentro&quot;&gt;ipocentro&lt;\/a&gt;, tipicamente localizzato al di sopra di fratture preesistenti della crosta dette &lt;a title=&quot;Faglia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Faglia&quot;&gt;faglie&lt;\/a&gt;; a partire dalla frattura creatasi una serie di &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Onda (fisica)&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Onda_(fisica)&quot;&gt;onde&lt;\/a&gt; elastiche, dette &quot;&lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Onda sismica&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Onda_sismica&quot;&gt;onde sismiche&lt;\/a&gt;&quot;, si propaga in tutte le direzioni dall&#039;ipocentro, dando vita al fenomeno osservato in superficie. Il luogo della superficie terrestre posto sulla verticale dell&#039;ipocentro si chiama &lt;a title=&quot;Epicentro&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Epicentro&quot;&gt;epicentro&lt;\/a&gt; ed &egrave; generalmente quello pi&ugrave; interessato dal fenomeno. La branca della geofisica che studia questi fenomeni &egrave; la &lt;a title=&quot;Sismologia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sismologia&quot;&gt;sismologia&lt;\/a&gt;.&lt;br \/&gt;Quasi tutti i terremoti che avvengono sulla superficie terrestre sono concentrati in zone ben precise, ossia in prossimit&agrave; dei confini tra due &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Placca tettonica&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Placca_tettonica&quot;&gt;placche tettoniche&lt;\/a&gt; dove il contatto &egrave; costituito da faglie: queste sono infatti le aree tettonicamente attive, ossia dove le placche si muovono pi&ugrave; o meno &quot;sfregando&quot; o &quot;cozzando&quot; le une rispetto alle altre, generando cos&igrave; i &lt;a title=&quot;Terremoto intraplacca&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Terremoto_intraplacca&quot;&gt;terremoti d&#039;interplacca&lt;\/a&gt;. Pi&ugrave; raramente i terremoti avvengono lontano dalle zone di confine tra placche, per riassestamenti tettonici. Terremoti localizzati e di minor intensit&agrave; sono registrabili in aree vulcaniche per effetto del movimento di masse magmatiche in profondit&agrave;.&lt;br \/&gt;Secondo il modello della &lt;a title=&quot;Tettonica delle placche&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche&quot;&gt;tettonica delle placche&lt;\/a&gt; il movimento delle placche &egrave; lento, costante e impercettibile (se non con strumenti appositi), e modella e distorce le rocce sia in superficie che nel sottosuolo. Tuttavia in alcuni momenti e in alcune aree, a causa delle forze interne (pressioni, tensioni e &lt;a title=&quot;Attrito&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attrito&quot;&gt;attriti&lt;\/a&gt;) tra le masse rocciose, tali modellamenti si arrestano e la superficie coinvolta accumula tensione ed energia per decine o centinaia di anni fino a che, al raggiungimento del &lt;a title=&quot;Carico di rottura&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carico_di_rottura&quot;&gt;carico di rottura&lt;\/a&gt;, l&#039;energia accumulata &egrave; sufficiente a superare le forze resistenti causando l&#039;improvviso e repentino spostamento della massa rocciosa coinvolta. Tale movimento improvviso, che in pochi secondi rilascia energia accumulata per decine o centinaia di anni, genera cos&igrave; le onde sismiche e il terremoto associato.&lt;br \/&gt;&lt;img src=&quot;https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/e\/ec\/Schema_Terremoto2.jpg&quot; \/&gt;\"  class=\"glossaryLink \">terremoto<\/a> di Massa Martana (1997).<\/p>\n<p>Per far conoscere questi ed altri caratteri geologici dell&rsquo;Umbria meridionale la Comunit&agrave; montana ha promosso la realizzazione di una interessante iniziativa editoriale : un testo divulgativo e dai rigorosi contenuti scientifici intitolato &ldquo;La poesia del divenire &ndash; Il paesaggio geologico dell&rsquo;Umbria meridionale&rdquo;.<\/p>\n<p>Il volume &egrave; edito dalla Bardi Editore di Roma ed &egrave; coordinato dal Prof. Francesco Stoppa, con tanti, interessanti articoli curati da importanti e preparati esperti del settore.<\/p>\n<p>(articolo di <em>Tiziana Ravagli<\/em>, geologo &ndash; Master di II livello in Comunicazione pubblica ed istituzionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi anni, il prof. Francesco Stoppa, con altri colleghi, ha continuato a studiare il centro igneo di Colle Fabbri; al fine di far conoscere alcuni importanti risultati di questi studi, ci ha gentimente inviato l&rsquo;articolo allegato.<\/p>\n<ul><li><a href=\"http:\/\/www.montimartaniseranosubasio.it\/index.php?option=com_rd_download&amp;view=download&amp;task=dllink&amp;cid=Stoppa_et_alCFmineralogia.pdf\">Central European Journal of Geosciences &ndash; Calcium-aluminum-silicate-hydrate &ldquo;cement&rdquo; phases and rare Ca-zeolite association at Colle Fabbri, Central Italy (formato .pdf, 3,70 Mb)<\/a><\/li>\n<\/ul><p>Ringraziamo il prof. Francesco Stoppa per la gentile concessione.<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quasi un secolo si \u00e8 considerato che in Umbria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12592"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12592"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12593,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12592\/revisions\/12593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}