{"id":13127,"date":"2018-03-06T12:02:07","date_gmt":"2018-03-06T11:02:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/?p=13127"},"modified":"2018-03-07T08:09:09","modified_gmt":"2018-03-07T07:09:09","slug":"i-fossili-guida","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/2018\/03\/06\/i-fossili-guida\/","title":{"rendered":"I Fossili guida"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"post\" data-elementor-id=\"13127\" class=\"elementor elementor-13127 elementor-bc-flex-widget\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-element elementor-element-b7ee789 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section\" data-id=\"b7ee789\" data-element_type=\"section\"><div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2c417e0 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column\" data-id=\"2c417e0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap  elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3aff5c4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3aff5c4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p>Si dicono <strong>Fossili Guida<\/strong>, una particolare categoria di fossili che possono essere utili per individuare l&rsquo;et&agrave; del sedimento in cui sono contenuti. Ci&ograve; consente di stabilire una corrispondenza tra la presenza di un certo organismo e l&rsquo;et&agrave; della roccia.<\/p><p>Si tratta di resti di organismi che soddisfano precisi requisiti:<\/p><ul><li>avevano ampia distribuzione geografica: pi&ugrave; essa &egrave; ampia, tanto pi&ugrave; ampia &egrave; la possibilit&agrave; di correlazione stratigrafica.<\/li><li>una relativa ampia abbondanza di popolazioni e quindi sono facilmente rinvenibili nelle rocce sedimentate nel periodo della loro esistenza<\/li><li>hanno avuto un&rsquo;evoluzione rapida: hanno quindi una durata temporale molto limitata e permettono di raggiungere un&rsquo;elevata precisione nella datazione.<\/li><li>Grande velocit&agrave; di diffusione; dopo la sua origine, una specie impiega un certo tempo per colonizzare l&rsquo;area in cui trova favorevoli condizioni di vita.<\/li><\/ul><p>Tra i fossili guida pi&ugrave; conosciuti vi sono:<\/p><p>Per il <strong>Paleozoico<\/strong> (542-251 milioni di anni fa): Trilobiti, Graptoliti, Ammoniti primitivi (Ammonoidei) e microfossili (Conodonti e Fusulinidae);<\/p><p>Per il <strong>Mesozoico<\/strong> (251 &ndash; 65,5 milioni di anni fa): Ammoniti (Ceratitidi e Ammonitidi, come ad esempio Arietites) ed altri fossili microscopici (per es. Foraminiferi bentonici e planctonici per la datazione all&rsquo;interno del Cretaceo, Tintinnidi);<\/p><p>Per il <strong>Cenozoico<\/strong> (65,5 milioni di anni fa &ndash; fino ad oggi): microfossili, soprattutto foraminiferi planctonici e bentonici (nummuliti) e nanofossili calcarei.<\/p><p>I biostratigrafi utilizzano questi fossili, prevalentemente marini, per datare le rocce sedimentarie.<\/p><p>Tra gli esempi molto significativi per quel che riguarda l&rsquo;argomento c&rsquo;&egrave; quello di ammoniti italiani reperibili nella successione di <strong>Valdorbia<\/strong>, presso <em>Scheggia, Umbria<\/em>.<\/p><p>Nel luogo affiorano gli strati rocciosi, calcarei e calcareo-marnosi nodulari, di origine marina, del Giurassico inferiore e medio (tra cui quelli del &ldquo;<strong><a href=\"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/Glossary\/rosso-ammonitico\/\" data-cmtooltip=\"Si d&agrave; il nome di &lt;b&gt;rosso ammonitico&lt;\/b&gt; ad una lito&lt;a title=&quot;Facies&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Facies&quot;&gt;facies&lt;\/a&gt; diffusa in Italia nelle &lt;a title=&quot;Alpi meridionali&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alpi_meridionali&quot;&gt;Alpi meridionali&lt;\/a&gt;, nell&#039;&lt;a title=&quot;Appennino umbro-marchigiano&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Appennino_umbro-marchigiano&quot;&gt;Appennino umbro-marchigiano&lt;\/a&gt; e nell&#039;&lt;a title=&quot;Appennino meridionale&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Appennino_meridionale&quot;&gt;Appennino meridionale&lt;\/a&gt; fino alla &lt;a title=&quot;Sicilia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sicilia&quot;&gt;Sicilia&lt;\/a&gt;, di &lt;a title=&quot;Ambiente sedimentario&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ambiente_sedimentario&quot;&gt;ambiente&lt;\/a&gt; pelagico. Il termine &lt;i&gt;rosso ammonitico&lt;\/i&gt; &egrave; generalmente preferito dagli autori italiani, mentre il termine &lt;i&gt;ammonitico rosso&lt;\/i&gt; &egrave; caratteristico degli autori svizzeri e in generale di lingua tedesca, ed &egrave; il pi&ugrave; usato nella letteratura geologica internazionale.&lt;br \/&gt;&lt;img src=&quot;http:\/\/www.parcomontesubasio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Rosso-Amm.jpg&quot; \/&gt;Particolare del Rosso Ammonitico al passaggio con i calcari a Posidonia &ndash; Loc. San Benedetto (monte Subasio)&lt;br \/&gt;&nbsp;&lt;br \/&gt;&nbsp;\"  class=\"glossaryLink \">Rosso Ammonitico<\/a><\/strong>&ldquo;), ordinati secondo il principio geologico fondamentale della sovrapposizione.<\/p><p>Le specie fossili (cio&egrave; molti generi e specie), importanti come fossili guida, appartengono ai raggruppamenti sistematici di: <em>Dactylioceratidae, Hildoceratidae e Hammatoceratidae<\/em> e forniscono un buon dettaglio stratigrafico e conseguentemente cronologico di tre piani consecutivi, in ordine di tempo, Pliensbachiano superiore (Domeriano), Toarciano e Aaleniano. Sull&rsquo;argomento esiste abbondante letteratura (esempi; Donovan, 1958, in Egl. Geol. Helv di Geneve. e Gallitelli Wendt, 1969, in Boll. Soc. Pal. Ital. di Modena).<\/p><p><span style=\"font-size: 12pt;\">Fossili guida e datazione relativa<\/span><\/p><p>Per <b>datazione relativa<\/b> si intende generalmente la datazione delle rocce tramite i fossili guida. Per effettuare una datazione relativa sono quindi implicati vari argomenti: stratigrafia e biostratigrafia, piani geologici e zone: i piani sono le unit&agrave; fondamentali della <a title=\"Cronostratigrafia\" href=\"https:\/\/wikivividly.com\/lang-it\/wiki\/Cronostratigrafia\">cronostratigrafia<\/a>, le zone sono le unit&agrave; fondamentali della biostratigrafia. Tali unit&agrave; bio possono avere valore locale, oppure valore internazionale (Brouwer 1972, Paul 1982). Si pu&ograve; prendere come esempio la successione stratigrafica dell&rsquo;area umbro-marchigiana (Giurassico inferiore-medio), costituita da rocce sedimentarie di origine marina, risalenti a 186-174 milioni di anni fa. Le localit&agrave; studiate in questo senso sono nel cuore dell&rsquo;Appennino centrale, denominate, Valdorbia (Passeri 1994) e vallata del fiume Burano (Venturi 2016). Qui affiora una successione di rocce stratificate ben conservate, poco interessate dalla tettonica e contenenti una grande quantit&agrave; di ammoniti (cefalopodi fossili molto ben conosciuti come modelli conchigliari pietrosi), universalmente noti come i migliori fossili guida del Giurassico. Tali ammoniti hanno permesso una dettagliata suddivisione in zone e sottozone, ognuna, costituita da associazioni fossili, rappresentata da un <a href=\"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/Glossary\/ammonite\/\" data-cmtooltip=\"Le &lt;b&gt;ammoniti&lt;\/b&gt; (sottoclasse &lt;b&gt;Ammonoidea&lt;\/b&gt;) sono un gruppo di &lt;a title=&quot;Mollusca&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mollusca&quot;&gt;Molluschi&lt;\/a&gt; &lt;a title=&quot;Cephalopoda&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cephalopoda&quot;&gt;cefalopodi&lt;\/a&gt; &lt;a title=&quot;Estinzione&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Estinzione&quot;&gt;estinti&lt;\/a&gt;, comparsi nel &lt;a title=&quot;Devoniano&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Devoniano&quot;&gt;Devoniano&lt;\/a&gt; Inferiore (circa 400 milioni di anni fa) ed estintisi intorno al limite &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Cretaceo&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cretaceo&quot;&gt;Cretaceo&lt;\/a&gt; Superiore-&lt;a title=&quot;Paleocene&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paleocene&quot;&gt;Paleocene&lt;\/a&gt; (65,5 &plusmn; 0,3 &lt;a title=&quot;Annum&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Annum#Multipli&quot;&gt;Ma&lt;\/a&gt;) senza lasciare discendenti noti.&lt;br \/&gt;Si tratta di animali di ambiente &lt;a title=&quot;Mare&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mare&quot;&gt;marino&lt;\/a&gt;, caratterizzati da una &lt;a title=&quot;Conchiglia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conchiglia&quot;&gt;conchiglia&lt;\/a&gt; esterna composta prevalentemente di carbonato di calcio, sotto forma di &lt;a title=&quot;Aragonite&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aragonite&quot;&gt;aragonite&lt;\/a&gt;, e in parte di una sostanza organica di natura &lt;a title=&quot;Proteine&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Proteine&quot;&gt;proteica&lt;\/a&gt; (&lt;a title=&quot;Conchiolina&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conchiolina&quot;&gt;conchiolina&lt;\/a&gt;)&lt;sup id=&quot;cite_ref-1&quot; class=&quot;reference&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ammonoidea#cite_note-1&quot;&gt;[1]&lt;\/a&gt;&lt;\/sup&gt;. La conchiglia era suddivisa internamente da setti in diverse camere, di cui il mollusco occupava solo l&#039;ultima (camera d&#039;abitazione). Le altre, che componevano il &lt;i&gt;fragmocono&lt;\/i&gt; (parte concamerata della conchiglia), erano utilizzate come &quot;camere d&#039;aria&quot; (analogamente all&#039;attuale &lt;i&gt;&lt;a title=&quot;Nautilus (mollusco)&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nautilus_(mollusco)&quot;&gt;Nautilus&lt;\/a&gt;&lt;\/i&gt;), riempite di gas e liquido camerale per controllare il galleggiamento dell&#039;organismo. La pressione dei fluidi camerali era controllata da una sottile struttura organica tubolare riccamente vascolarizzata, in parte mineralizzata (il sifone), che attraversava tutti i setti e permetteva lo scambio di fluidi dal sangue e dai tessuti molli dell&#039;animale alle camere tramite un processo di &lt;a title=&quot;Osmosi&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Osmosi&quot;&gt;osmosi&lt;\/a&gt;. L&#039;ammonite poteva cos&igrave; variare la propria profondit&agrave; (entro i limiti di resistenza meccanica della conchiglia) in maniera simile ai &lt;a title=&quot;Nautiloidea&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nautiloidea&quot;&gt;nautiloidi&lt;\/a&gt; tuttora viventi. Verosimilmente le ammoniti, come tutti i cefalopodi conosciuti, erano organismi carnivori, e secondo gli studi disponibili svilupparono probabilmente un grande numero di adattamenti diversi, dalla &lt;a title=&quot;Predazione&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Predazione&quot;&gt;predazione&lt;\/a&gt; attiva di animali marini, alla microfagia (predazione di microorganismi), alla &lt;a title=&quot;Necrofagia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Necrofagia&quot;&gt;necrofagia&lt;\/a&gt; (consumo di carne di organismi morti), e persino al &lt;a title=&quot;Cannibalismo&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cannibalismo&quot;&gt;cannibalismo&lt;\/a&gt; (predazione di altre ammoniti, anche conspecifiche).&lt;br \/&gt;La conchiglia delle ammoniti ha in generale la forma di una spirale avvolta su un piano (sebbene alcune specie, dette &lt;i&gt;eteromorfe&lt;\/i&gt;, abbiano un avvolgimento pi&ugrave; complesso e tridimensionale) ed &egrave; proprio questa caratteristica ad aver determinato il loro nome. L&#039;aspetto di questi animali, infatti, ricorda vagamente quello di un corno arrotolato, come quello di un montone (il dio &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Egizi&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Egizi&quot;&gt;egizio&lt;\/a&gt; &lt;a title=&quot;Amon&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amon&quot;&gt;Amon&lt;\/a&gt; era comunemente raffigurato come un uomo con corna di montone). Il celebre studioso &lt;a title=&quot;Roma&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roma&quot;&gt;romano&lt;\/a&gt; &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Gaio Plinio Secondo&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gaio_Plinio_Secondo&quot;&gt;Plinio il Vecchio&lt;\/a&gt; (autore del trattato &lt;i&gt;&lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Naturalis Historia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Naturalis_Historia&quot;&gt;Naturalis Historia&lt;\/a&gt;&lt;\/i&gt;) defin&igrave; i fossili di questi animali &lt;i&gt;ammonis cornua&lt;\/i&gt;, &quot;corni di Ammone&quot;. Spesso il nome delle specie di Ammoniti termina in &lt;i&gt;ceras&lt;\/i&gt;, vocabolo &lt;a title=&quot;Lingua greca&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_greca&quot;&gt;greco&lt;\/a&gt; (&kappa;&#941;&rho;&alpha;&sigmaf;) il cui significato &egrave;, appunto, &quot;corno&quot; (p.es. &lt;i&gt;Pleuroceras&lt;\/i&gt; che etimologicamente significa corno con le coste). Le ammoniti sono considerate i &lt;a title=&quot;Fossile&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fossile&quot;&gt;fossili&lt;\/a&gt; per eccellenza, tanto da essere spesso utilizzati come simbolo grafico della &lt;a title=&quot;Paleontologia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paleontologia&quot;&gt;paleontologia&lt;\/a&gt;.&lt;br \/&gt;Per la loro straordinaria diffusione nei &lt;a title=&quot;Sedimento&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sedimento&quot;&gt;sedimenti&lt;\/a&gt; marini di tutto il mondo e la loro rapida &lt;a title=&quot;Evoluzione&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Evoluzione&quot;&gt;evoluzione&lt;\/a&gt;, con variazioni nette nella morfologia e nell&#039;ornamentazione della conchiglia, le ammoniti sono &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Fossili guida&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fossili_guida&quot;&gt;fossili guida&lt;\/a&gt; di eccezionale valore. Sono utilizzati in &lt;a title=&quot;Stratigrafia (geologia)&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stratigrafia_(geologia)&quot;&gt;stratigrafia&lt;\/a&gt; per la datazione delle &lt;a class=&quot;mw-redirect&quot; title=&quot;Rocce sedimentarie&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rocce_sedimentarie&quot;&gt;rocce sedimentarie&lt;\/a&gt;, soprattutto dal &lt;a title=&quot;Paleozoico&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paleozoico&quot;&gt;Paleozoico&lt;\/a&gt; Superiore a tutto il &lt;a title=&quot;Mesozoico&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mesozoico&quot;&gt;Mesozoico&lt;\/a&gt;.&lt;br \/&gt;&lt;img src=&quot;https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/1\/14\/Martanites_prorsiradiatus_top.jpg\/800px-Martanites_prorsiradiatus_top.jpg&quot; \/&gt;&lt;br \/&gt;Ammonite Martanites &lt;i&gt;prorsiradiatus&lt;\/i&gt; (monti Martani)&lt;br \/&gt;&nbsp;&lt;br \/&gt;&lt;header class=&quot;entry-header&quot;&gt;\n&lt;h1 class=&quot;entry-title&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/2017\/01\/25\/ammoniti-anatomia-e-caratteristiche\/&quot; rel=&quot;bookmark&quot;&gt;AMMONITI : ANATOMIA E CARATTERISTICHE&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&lt;\/a&gt;&lt;\/h1&gt;\n&lt;div class=&quot;entry-meta&quot;&gt;&lt;span class=&quot;entry-date&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/2017\/01\/25\/ammoniti-anatomia-e-caratteristiche\/&quot; rel=&quot;bookmark&quot;&gt;&lt;time class=&quot;entry-date&quot; datetime=&quot;2017-01-25T23:08:28+00:00&quot;&gt;25 GENNAIO 2017&lt;\/time&gt;&lt;\/a&gt;&lt;\/span&gt; &lt;span class=&quot;comments-link&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/2017\/01\/25\/ammoniti-anatomia-e-caratteristiche\/#respond&quot;&gt;LASCIA UN COMMENTO&lt;\/a&gt;&lt;\/span&gt;&lt;\/div&gt;\n&lt;\/header&gt;\n&lt;div class=&quot;entry-content&quot;&gt;&lt;br \/&gt;Le parti anatomiche degli Ammoniti sono: &nbsp;la &lt;strong&gt;Protoconca&lt;\/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Fragmocono&lt;\/strong&gt;,&nbsp; &lt;strong&gt;Camera d&rsquo;Abitazione&lt;\/strong&gt; e&nbsp;&lt;strong&gt; Peristoma&lt;\/strong&gt;.&lt;br \/&gt;&lt;a href=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite.jpg&quot;&gt;&lt;img class=&quot; wp-image-213 aligncenter&quot; src=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite-300x207.jpg&quot; sizes=&quot;(max-width: 531px) 100vw, 531px&quot; srcset=&quot;http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite-300x207.jpg 300w, http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite-768x530.jpg 768w, http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite-1024x706.jpg 1024w, http:\/\/www.gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ammonite.jpg 1166w&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;531&quot; height=&quot;367&quot; \/&gt;&lt;\/a&gt;\n&lt;h6&gt;&lt;em&gt;Disegno prof. Federico Venturi&lt;\/em&gt;&lt;\/h6&gt;\nImportanti segni distintivi oltre che parti anatomiche sono la Sezione e l&rsquo;Area Ventrale in cui si distinguono la &lt;strong&gt;Carena&lt;\/strong&gt; e i&nbsp; &lt;strong&gt;Solchi Sifonali&lt;\/strong&gt;.&lt;br \/&gt;La conchiglia degli Ammoniti ha forma planospiralata (una spirale avvolta), sebbene alcune specie, dette eteromorfe, presentano un avvolgimento pi&ugrave; complesso.&lt;br \/&gt;La differenza tra queste forme &egrave; conseguente al diverso habitat e alle diverse attitudini natatorie.&lt;br \/&gt;Veduta Laterale:&lt;br \/&gt;1)&nbsp; il &lt;strong&gt;Fragmocono&lt;\/strong&gt;, la parte interna del guscio, &egrave;&nbsp; concamerata, ossia formata da diversi setti all&rsquo;interno dei quali, tramite i solchi sifonali, l&rsquo;animale poteva immettere liquido o aria variando il proprio peso per controllare il movimento verticale e l&rsquo;equilibrio.&lt;br \/&gt;2) la &lt;strong&gt;Protoconca&lt;\/strong&gt; &egrave; la parte pi&ugrave; interna del fragmocono e corrisponde con il centro dell&rsquo;ammonite.&lt;br \/&gt;3) la &lt;strong&gt;Camera d&rsquo; Abitazione&lt;\/strong&gt; &egrave; la parte cava del guscio ed era lo spazio occupato dal corpo del mollusco. Quando conservata, &egrave; ben riconoscibile perch&eacute; &egrave; priva delle linee di sutura.&lt;br \/&gt;4) il &lt;strong&gt;Peristoma&lt;\/strong&gt;, &egrave; la parte anatomica che si conserva pi&ugrave; difficilmente, la sua funzione probabilmente era quella di proteggere gli occhi ed il capo del mollusco.&lt;br \/&gt;Veduta Frontale:&lt;br \/&gt;1) la &lt;strong&gt;Sezione&lt;\/strong&gt; &egrave; la forma del bordo esterno. Immaginando di tagliare l&rsquo;ammonite perpendicolarmente al piano di avvolgimento si ottengono diverse morfologie di sezione, distinte in: quadrata, rettangolare alta; rettangolare larga, trapezoidale; triangolare, ovale alta, ovale larga, ogivale, rotonda e cadicona.&lt;br \/&gt;2) l&rsquo;&lt;strong&gt;Area Ventrale&lt;\/strong&gt; &egrave; la larghezza della sezione; la forma della sezione differisce di molto tra le varie specie ed &egrave; quindi un elemento fondamentale per la identificazione della specie. Nell&rsquo; Area Ventrale distinguono la Carena e i Solchi Sifonali. Questi caratteri sono importanti per comprendere le condizioni di vita di questi molluschi, le loro capacit&agrave; natatorie e di movimento.&lt;br \/&gt;&lt;\/div&gt;\"  class=\"glossaryLink \">ammonite<\/a>, indicatore biostratigrafico classificato con sufficiente affidabilit&agrave;. I fossili sono distribuiti, per uno spessore di circa 80&nbsp;m, buona parte in un centinaio di livelli all&rsquo;interno del famoso &ldquo;<a href=\"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/Glossary\/rosso-ammonitico\/\" data-cmtooltip=\"Si d&agrave; il nome di &lt;b&gt;rosso ammonitico&lt;\/b&gt; ad una lito&lt;a title=&quot;Facies&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Facies&quot;&gt;facies&lt;\/a&gt; diffusa in Italia nelle &lt;a title=&quot;Alpi meridionali&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alpi_meridionali&quot;&gt;Alpi meridionali&lt;\/a&gt;, nell&#039;&lt;a title=&quot;Appennino umbro-marchigiano&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Appennino_umbro-marchigiano&quot;&gt;Appennino umbro-marchigiano&lt;\/a&gt; e nell&#039;&lt;a title=&quot;Appennino meridionale&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Appennino_meridionale&quot;&gt;Appennino meridionale&lt;\/a&gt; fino alla &lt;a title=&quot;Sicilia&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sicilia&quot;&gt;Sicilia&lt;\/a&gt;, di &lt;a title=&quot;Ambiente sedimentario&quot; href=&quot;https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ambiente_sedimentario&quot;&gt;ambiente&lt;\/a&gt; pelagico. Il termine &lt;i&gt;rosso ammonitico&lt;\/i&gt; &egrave; generalmente preferito dagli autori italiani, mentre il termine &lt;i&gt;ammonitico rosso&lt;\/i&gt; &egrave; caratteristico degli autori svizzeri e in generale di lingua tedesca, ed &egrave; il pi&ugrave; usato nella letteratura geologica internazionale.&lt;br \/&gt;&lt;img src=&quot;http:\/\/www.parcomontesubasio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Rosso-Amm.jpg&quot; \/&gt;Particolare del Rosso Ammonitico al passaggio con i calcari a Posidonia &ndash; Loc. San Benedetto (monte Subasio)&lt;br \/&gt;&nbsp;&lt;br \/&gt;&nbsp;\"  class=\"glossaryLink \">Rosso Ammonitico<\/a>&rdquo; di et&agrave; Toarciano. Il piano che ha permesso nell&rsquo;area geografica lo studio evolutivo degli ammoniti Hildoceratidae.<\/p><p>La <b>datazione relativa<\/b> deve la sua utilit&agrave; al dettaglio biostratigrafico, che si ha in alcune localit&agrave;, dove le successioni a strati rispettano il principio della sovrapposizione geologica scoperto da Stenone nella seconda met&agrave; del &lsquo;600, consentendo di indagare il tempo fluito e le varie vicende ambientali che si sono susseguite. La bont&agrave; di tale metodo emerge chiaramente nelle successioni rocciose vulcano-clastiche nordamericane (Giurassico inferiore), dove la datazione relativa si affianca a quella radiometrica, consentendo un controllo incrociato (Palfy, 1999 e 2000).<\/p><p><span id=\"Bibliografia\" class=\"mw-headline\" style=\"font-size: 12pt;\">Bibliografia<\/span><\/p><ul><li>Palfy Jozsef, Smith Paul L., Mortensen James K. (2000) &ndash; A U-Pb and 40 Ar\/39 Ar time scale for the Jurassic. Can. J. Earth Sci., v. 37, Canada.<\/li><li>Brouwer Aart (1972) &ndash; PALEONTOLOGIA GENERALE, le testimonianze fossili della vita. Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori, Biblioteca dell&rsquo; EST, Milano.<\/li><li>Passeri Leonsevero coord.(1994) &ndash; Appennino umbro-marchigiano, Guide Geologiche Regionali a cura della Societ&agrave; Geologica Italiana, v. 7, BE-MA ed., stampa Color System Lodi (Mi).<\/li><li>Paul Chris (1982) &ndash; Storia naturale dei FOSSILI. ETAS LIbri, Gruppo editoriale Fabbri-Bompiani, Sonzogno.<\/li><li>Venturi Federico (2016) &ndash; Sulla distribuzione stratigrafica dei generi di ammoniti del Giurassico inferiore appenninico, <i>Petranoceras<\/i> e <i>Secchianoceras<\/i>. VER SACRUM, storia di Pianello; ricerche su ambente natura e territorio. Rivista online.<\/li><\/ul><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section><\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dicono Fossili Guida, una particolare categoria di fossili che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13127"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13127"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13127\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13140,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13127\/revisions\/13140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.didalms.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}