La successione umbro-marchigiana è una sequenza di rocce sedimentarie che si sono formate in Italia centrale da 210 milioni di anni (periodo Giurassico, era mesozoica) fa sino all’era quaternaria.
Data la sua completezza essa è una delle serie stratigrafiche più studiate al mondo.
Nel territorio umbro affiorano le formazioni prevalentemente calcaree della “Serie Umbro-Marchigiana” e ne vengono brevemente richiamati i caratteri salienti:
Successioni di piattaforma dal Trias al Lias Inferiore (220-205 Ma) Le rocce più antiche nell’Appennino umbro-marchigiano appartengono al Trias superiore (220Ma)e sono rappresentate dalle
- Anidriti del Burano e dalla Formazione del M. Cetona. Le anidriti erano visibili in affioramento in località Cenerente (Calcare Cavernoso del M. Malbe) presso una cava di gesso poi utilizzata come discarica di inerti e oggi tombata. Affiora come alternanze di gesso e dolomia o come brecce calcaree residuali (Calcare cavernoso di Malbe).
- La formazione del Cetona (Calcari a Rhaetavicula contorta; affiora a Malbe e ai M. Martani) è seguita dal Calcare Massiccio costituito da calcari micritici di colore grigio-biancastro, corrispondenti ad un ambiente di piattafiorma di acqua bassa, disposti generalmente in banchi molto potenti (es. al Sasso di Pale) con aspetto appunto massivo e questo litotipo costituisce l’ossatura delle strutture appenniniche umbre realizzando il paesaggio caratteristico dell’Umbria orientale.
Le successioni pelagiche del Giura (205-145 Ma)
- Corniola, costituita da calcari micritici, di ambiente pelagico, colore grigio-avana con stratificazione decimetrica (20- 40cm) netta e regolare.
- Marne di M. Serrone/Rosso Ammonitico, calcareniti e calcilutiti marnose che, verso l’alto, passano a marne ed argille rossastre e lembi di Rosso Ammonitico, parzialmente eteropico con le Marne di M. Serrone, che talvolta lo possono sostituire totalmente (Pialli, 1969), è costituito da marne e marne argillose rossastre (con intercalazioni carbonatiche) ricche in fossili, Ammoniti che abbondano nella formazione e facilmente visibili in campagna.
- Calcari a Posidonia, formazione di calcari micritici rosati, con componente marnosa prevalente verso il basso, caratterizzati dalla presenza di lamellibranchi fossili (Posidonia). Sia alla base, sia al tetto si possono trovare intercalazioni detritiche e banconi di calcareniti.
- Calcari Diasprigni e Calcari ad Aptici, calcari e calcari marnosi sottilmente stratificati, di colore grigio-verde, con selce policroma.
Successioni pelagiche dal Creta al Paleocene. (145-22 Ma)
- Maiolica, risale al Cretaceo ed è costituita da calcilutiti biancastre, ben stratificate, con liste e noduli di selce scura. Verso l’alto sono frequenti sottili intercalazioni di peliti scure che segnano il passaggio alla formazione sovrastante.
- Marne a Fucoidi, costituite da marne ed argille marnose di vario colore e, subordinati livelli di calcari e calcari marnosi.
La formazione della Scaglia s. l., comprende la potente pila stratificata di calcari e/o calcari-marnosi e viene distinta in:
- bianca (in basso, rappresentata da calcari micritici biancastri, ben stratificati, con intercalati livelletti di selce nera; nella parte alta è presente il “Livello Bonarelli” costituito da argilliti, siltiti nere) e Sc. rossa (in alto rappresentata da calcari micritici rosati e rossi con intercalazioni di marne e di selce, con stratificazione sottile e regolare). Il paesaggio naturale e antropico umbro, in particolare quello del M. Subasio e Assisi, è legato a questo litotipo calcareo ed al suo colore.
- Scaglia variegata come calcari marnosi e marne stratificate. Scaglia cinerea, costituita da calcari marnosi e marne (che tendono a divenire prevalenti verso l’alto) sottilmente stratificati, con intercalazioni di argilliti fogliettate, di colore grigio o grigio- verdastro.
Miocene (22-5 Ma)
- Bisciaro, marne alternate a calcari marnosi di colore grigio e grigio-verdastro ben stratificati. Nella parte inferiore della formazione sono localmente presenti selce nera e livelli di cineriti.
- Marnoso-arenacea, conclude la sedimentazione mesozoico-terziaria e consiste in un’associazione pelitico-arenacea con rare intercalazioni di calcari.
Le rocce arenacee della Formazione Marnosa Umbra e Formazione Marnoso-Arenacea sono differenziate in.
- Successione Umbra o dell’Umbria occidentale che si rileva nell’Alta valle umbra e tra Todi e Corbara;
- Successione Centro-Umbra tra il F. Tevere e la pianura di Gubbio;
- Successione Eugubina o dell’Umbria orientale.
Le formazioni fin’ora descritte costituiscono l’ossatura del territorio (bedrock) localmente coperto e/o mascherato da depositi clastici continentali di età plio-pleistocenica.
Da questo periodo, la storia geologica dell’Umbria passa da ambiente prevalentemente marino a continentale.
Pliocene e Pleistocene-Quaternario (5-1,65 Ma)
- Depositi marini della serie pliocenica di Argille di Fabro; sabbie a Flabelliopecten; Conglomerato di Città della Pieve.
- Depositi colluviali, sono frequenti su gran parte dei versanti e spesso sfumano nello strato d’alterazione superficiale.
- Depositi eluviali (Terra rossa), presenti nelle ampie depressioni o nelle piccole conche di prevalente natura carsica
- Detrito di falda, presente al piede dei versanti più acclivi in coltri di spessore variabile, talora considerevole. Si tratta di frammenti rocciosi a spigoli vivi, di taglia centimetrica, in una matrice rossastra talora prevalente, localmente cementati.
Al piede dei versanti sono presenti i coni di detrito che raccordano i rilievi ai fondovalle come quelli lungo il versante occidentale del M. Subasio e delle strutture appenniniche in genere.
- Conoidi di deiezione, accumuli frequenti in tutta l’area umbra e che, in alcuni casi, assumono un ruolo morfogenetico e morfologico molto significativo.
- Depositi fluvio-lacustri e lacustri e/o palustri sono i sedimenti, tipici delle aree depresse e delle “conche intermontane”, riferiti al Plio-Pleistocene e costituiti da limi sabbiosi con orizzonti di ghiaie e conglomerati.
- Alluvioni recenti, depositi incoerenti, generalmente di taglia granulometrica medio-grossolana, limitati alle aree golenali dei corsi d’acqua principali.
- Travertini, rocce carbonatiche continentali, disposte in letti e/o in banchi, in parte litoidi e in parte incoerenti alternati con limi calcarei, frequenti sull’intero territorio (dai travertini di S. Sabina presso Perugia, a quelli della Cascata delle Marmore e del salto, alto circa 200 m, che il F. Menotre forma presso l’abitato di Pale e infine, i travertini di Acquasparta e Grotti S. Terenziano, nella catena dei M. Martani.
fonte: “L’Umbria: Regione di contrasti mitologici e morfologici” – Lucilia Gregori
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